robert m. pirsig

13Mag08

Sono felice di ripercorrere questa regione. E’ un posto che non è un posto, senza nulla che lo renda famoso, ed è proprio questo il suo fascino. Lungo le vecchie strade così, la tensione scompare. Corriamo sobbalzando sul cemento eroso tra tife e distese di pascoli, poi ancora tife e erbe palustri. Qua e là c’è uno specchio d’acqua e ai margini delle tife, guardando bene, si vedono le anitre selvatiche. E le tartarughe… C’è un merlo. Do una pacca sul ginocchio di Chris e glielo indico.
“Cosa?” mi urla.
“Merlo!”.
Dice qualcosa che non riesco a sentire. “Cosa?” urlo a mia volta.
Mi solleva il casco da dietro e mi urla nelle orecchie: “Me ne ho visti un sacco papà!”
“Ah!” grido di nuovo. Poi annuisco. A undici anni un merlo non fa un grande effetto.
Bisogna diventare più vecchi per cose del genere.

Tratto da: Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta.

de-evolution

10Mag08

Quella notte, un San Silvestro di parecchi anni fa ormai, in piena new ave e con un leggero accenno di tradimento verso i “nostri” vecchi leoni di Woodstock ci prendemmo una cotta per questi cinque squinternati quanto originali personaggi che si permisero di fare una cover elettro-psicotica di “Satisfaction“.
Forse la miglior cover che personalmente abbia mai sentito, con un ritmo sconnesso e travolgente. Un pezzo trascinante allo spasimo che quella notte in tanti ballarono senza nemmeno sapere chi la suonasse. Una notte magica.

San Silvestro allora si “celebrava” in casa e per chi come noi avesse la fortuna di avere a disposizione un locale totalmente adults-free era una vera festa, ometto tutti i possibili omissis ma tranquillizzo i lettori che c’era, probabilmente, un limite a tutto. Fatto stà che ancora oggi ricordo che fu un vero punto di incontro di tutte le feste del circondario, un vero porto di mare dove i ragazzi andavano e venivano fino a perderne il conto e le identità.

Una notte brava dove suoni, colori e musica costituirono un tourbillon bizzarro e indimenticabile che ci accompagnò instancabilmente fino alle luci dell’alba.

Il brano in oggetto è tratto da “Q: Are We Not Men? A: We Are Devo“, il loro album d’esordio e fu prodotto da quel genio di Brian Eno. I DEVO sostenevano che la società americana stesse progredendo al contrario (da qui de-evolution) fino a raggiungere l’uomo patata… cavolo com’erano avanti gli americani, noi ci stiamo arrivando in questi ultimi 10 anni.

In quanto al disco procuratevelo, è così diverso da tutta la musica di quegli anni che val la pena averlo anche solo per quello. Nel caso ascoltatevi con volume da lite con il vicinato anche Gut Feeling“, che in verità fu la vera sigla di quella notte, suonò e risuonò decine di volte.

woodstock

10Mag08

Lo confesso, di striscio a un certo punto ho sentito come se il mondo all’improvviso si potesse cambiare, probabilmente era solo una sensazione, una suggestione.

arthur schopenhauer

25Apr08

Vista dai giovani la vita è un avvenire infinitamente lungo, vista dai vecchi è un passato molto breve.

tg5

13Apr08

Carlo e Camilla non vanno più d’accordo, pare che lei preferisca i cavalli agli ambienti reali…

gaetano salvemini

13Apr08

La classe politica è per il dieci per cento peggiore del Paese, per il dieci per cento migliore, per il resto è il Paese.

voglia di andar via

22Mar08

Non è un titolo di un hit degli anni ‘70, è solo il sentimento che mi prende ogni tanto di fronte a quanto mi succede intorno. Penso che un periodo così crudo e pieno di dubbi nella mia vita ne abbia vissuti pochi, nonostante il benessere che ci fanno credere di vivere, forse da piccolissimo verso la fine degli anni ‘70, appunto. Quanto sono stomacato di vivere in un paese come il nostro che si vanta dell’eccellenza, dell’arte, delle menti fini e cade continuamente e sistematicamente sul viver civile. Proprio in merito a ciò qui trovate un bellissimo post di Andrea Beggi che con la sintesi che lo contraddistingue esprime fino in fondo anche parte del mio sentimento.

In questi giorni per cause familiari ho misurato la sanità pubblica, non racconto nel dettaglio perchè dovrei fare nomi, cognomi e forse anche denunce, magari con il rischio di spendere migliaia di euro e vedermi io stesso incriminato. La sensazione è quella, è sempre quella, lo stato di abbandono di tutto ciò che uno stato dovrebbe garantire e offrire alle classi meno agiate e sicuramente a tutti quelli che pagano le tasse.

Proprio ora, per l’ennesima volta vicino alle elezioni, mi piglia di nuovo quel senso di nausea, sento di nuovo quella spinta a prender su e andarmene da questo posto di pagliacci e ballerine, sempre le stesse solfe… e comunisti e fascisti e milanisti  e juventini e capirossi e valentini e noi di quà e voi di là, come allo stadio, sempre in lotta, sempre in becero e finto agonismo. Riusciamo sempre a essere tifosi, litigiosi, spocchiosi, ridicoli, villani, incivili, malavitosi e curanti solo ed esclusivamente del nostro piccolo orticello e con gattopardiano metodo non cambiare mai nulla.

Ci riscattiamo con qualche opera di bene che a volte i TG colti da nausea per i loro servizi scandalosissimi tirano fuori a consolar le misere coscienze di mangia maccheroni quali siamo. Penso che se tutto andasse bene e la scuola pubblica iniziasse ora una grossa azione di buona educazione e sana cultura ci vorrebbero almeno 20/30′anni per riuscire a intravedere all’orizzonte una generazione diversa.

Vado a letto va, stasera vedo proprio tutto nero.

simona izzo

19Mar08

Evito gli avari, i tirchi. Lo saranno inevitabilmente con tutto, anche con i sentimenti. Alla fine penseranno sempre al loro piccolo gruzzoletto.

giornalisti estetici

11Mar08

… ed ecco che tra la giraffa dal collo lungo che si accoppia allo zoo e il Pappalardi che ritorna a casa ma ai domiciliari, tra il Ciarrapico di là no ma il Calearo di quà si, monta la polemica per quei genitori che probabilmente hanno ventilato l’idea (disdicevole al limite voglio dire) di una plastica facciale alla loro figlioletta affetta da sindrome di Down.

Ovviamente il servizio senza nè arte nè parte si schiera e mostra tutto il disappunto della società intera verso quel gesto, “a morte il chirurgo, a morte il genitore tagliaderma!”.

Peccato che non abbiamo mai detto nulla sugli interventi ai non Down (per certi versi più Down dei Down), quelli vanno bene. Il decerebrato che soffre la ruga va bene, la tizia che si gonfia le labbra con le iniezioni al botulino va pure bene, quella che si fa la liposuzione perchè non porta più la 44 e poi passa una settimana in coma tra la vita e la morte va pure bene, quell’altra che mi soffre sulla zampa di gallina va bene, così come va bene quella dell’apparecchio per tutta l’adolescenza perchè al papi il canino leggermente asimmetrico non gli va… metti che glie la chiami il Mammucari, va bene lo stoicismo del multi-intervento oto-rino-dermatoloico con sei mesi di convalescenza in fasce perchè insomma non era più sexy come 20 anni fà (cavolo son passati anche 20 anni babbiona), ma non vedi che sei ridicola con tutti quei punti di tensione sulla ghigna?

Funziona benissimo anche quella che si arrostisce sotto le lampade a parecchi Euro al colpo (a volte si arrostiscono sul serio), che fa la fila e s’impegna economicamente a non saltare un turno alle “Lampadòs” e così pure l’aspirante adone che si attacca le macchinette in vita perchè a lui insomma quei tre kiletti in più non gli danno pace e si frustra anche un pò l’estate quando si deve mostrare sulle spiagge dell’Adriatico.

Per i non Down va bene tutto.

la politica de “u pilu”

05Mar08




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