C’è sempre una prima Fender

Nei primi 80 credo, quando invasato dal rock inglese e d’oltreoceano, mi feci prendere dalla smania di diventare un “chitarrista”, iniziai  a bramare i “grandi” strumenti, quelli che si vedevano in spalla alle star: le Fender con Stratocaster e Telecaster, oppure Gibson con la pluricitata Les Paul, o ancora Rickenbacker per ricordarne uno meno inflazionato.

Ricordo di un concerto di Frank Zappa (famosa la sua Gibson SG Diavoletto) a Parco Redecesio, proprio nei primi ottanta, in cui mi ficcai sotto il palco, ed ogni volta che vedevo Frank guardare verso il pubblico gli urlavo: “Frank! Mi regali una chitarra?”.

Cose di gioventù insomma, probabilmente da italo americano avrà capito qualcosa di ciò che sbraitavo, ma lui era pazzo, non fesso.

Il mio babbo, per la mia prima chitarra mi diede un budget: duecentocartedamille. Era una bella cifra, considerando anche il fatto che sapevo eseguire tre accordi in croce, ma la voglia di avere in mano uno strumento era troppo. Mi portò lui personalmente con la 500 (quella del ploletariato neh..) da Pellizzari a Brescia, un negozietto dalle parti di piazza Arnaldo, piccolissimo, ma ricordo come fosse ieri la gentilezza e la disponibilità dei titolari. Chissà se c’è ancora…

Mi presi una Suzuki e un capotasto Dunlop, che detta così sembra una cosa da MotoGP, effettivamente l’accoppiata “suonava” strana.

Una bella e onesta chitarra, tutt’ora esistente e suonante. Ma vuoi per uno sfizio, vuoi per un innato desiderio di avere tra le mani qualcosa che mi ricordasse i miti più da vicino, mi sono messo alla ricerca sul web trovando molto offerte interessanti: Yamaha, Ibanez, Gibson, Takamine, Cort… mamma mia quanta bella merce :-) .

Da qualche anno le acustiche moderne incorporano i microfoni e l’accordatore, tools che per chi suona veramente e gira per locali possono essere molto molto comodi. Per me, che giro al massimo tra salotto e camera da letto (quando le signore mi “indicano la strada”), andava più che bene una semplice acustica, con corde cassa e nulla più. Nel corso degli anni i tre accordi conosciuti sono diventati sei e non mi chiamano mai per serate nei locali bresciani.

La scelta è caduta quindi su una economica e cinese Fender CD60, probabilmente alla fine dei suoi giorni. Si vede ovviamente che rispetto alla Suzuki manca qualcosa, sono presenti alcuni particolari in crudo PVC (capotasto e ponte) in luogo di materie più nobili usate nella vecchia chitarra, un po’ scarsina anche la finitura del battipenna, di contro la realizzazione complessiva è soddisfacente. Il suono, relativamente al prezzo, è buono, mi soddisfa e probabilmente mi accompagnerà per altri trent’anni. Ho scelto la colorazione Sunburst, mi ricorda per certi versi i motel, la strada, le zone country dei miei idoli.

L’ho trovata in offertissima su DJ’S Tools, un e-commerce che non conoscevo affatto, tre click e ho fatto l’ordine. Sono agili, rispondono a qualsiasi dubbio e la consegna è velocissima.