Luganica con datterini e paprika
Questo è un altra ricettina per (facciamo i fichi? Ok facciamo i fichi) un brunch domenicale senza troppo impegno. Richiede un’esecuzione abbastanza veloce e una fame moderata
. La può fare, e mangiare, chiunque sia in grado di accendere un fornello.
Prendete Luganica quanto basta, concetto metafisico da argomentare, il mio macellaio lo sintetizza in modo puntuale e molto chiaro, quando gli chiedo “quanto ce ne vuole?” lui mi risponde rassicurante: “dipende dalla fame!“. La cultura del poche chiacchiere ecco…
Ingredienti:
- Lucanica (vedi sopra)
- pomodori datterini
- aglio
- olio extravergine
- paprika
- sale
- mezzo bicchiere di vino bianco
Esecuzione:
fate rosolare la Luganica in un filo di extravergine e aglio, sfumate col vino bianco. Dopo qualche minuto aggiungete i datterini tagliati in due spolverando con la paprika e continuate la cottura per quindici minuti circa aggiungendo, se necessario, un pochino d’acqua per mantenere il sugo ben fluido.
Sul fuoco accanto ovviamente sta andando la polentina, essa garantirà un piatto completo e appetitoso (qui una foto più grande).
Buon appetito!
Panino? No grazie.
Non è mia abitudine vomitare fango su chi intraprende, chi lo fa seriamente merita rispetto. Condurre un’impresa non è un gioco da ragazzi, richiede impegno, sacrificio, serietà, dedizione, passione per il proprio mestiere e rispetto, per chi servi e anche per i tuoi dipendenti. Di solito i vomitatori “professionisti” sono degli invidiosi con qualche difficoltà a costruire, in autonomia.
Da qualche mese, recandomi in ufficio al mattino, passo davanti ad un esercizio di recente messa in opera (farò il fico, la chiamerò start-up), una panineria, di concetto sia chiaro. Un locale trendy, arredato di concetto in concetto, acciaio, luminarie e rappresentazioni esoteriche ad ogni sospiro.
Ci vado ci vado… ci sono andato per la prima volta oggi a pranzo, a circa un anno dall’apertura in compagnia del mio boss, ha pagato lui ehehehe
.
Appena acclimatati una signorina ci porta il “menu”, minimale e concettuale anch’esso, ho pensato: ” questi ci sanno fare, spostano tutta l’attenzione sul prodotto incuriosendo il cliente partendo già dalla lista delle proposte.
Un elenco banalissimo pane e prosciutto, pane e coppa, pane e mortadella, pane e qui pane e là…
Ho ripensato, vedrai che sorpresa, ci porteranno panini a lievitazione naturale, croccanti, dorati fuori e come la neve dentro, riccioli di affettato finissimo e gocce di burro sulla mozzarella che sa di latte appena munto, fili di extravergine del Garda come aroma ultimo a lubrificar palati.
Macchè. Pane surgelato di pessima qualità, banalissimo, scarso, anonimo, duro fuori e spugnoso in mezzo, con i segni della griglia del fornello a candelette da bar, la farcitura un affettato ultra-dozzinale del mercatone VENDOTUTTOIO. In luogo della mozzarella alcune sottilissime fettine di prodotto “a base di chissà quale ca##o di latte” gramo anch’esso.
Che rabbia, che delusione. Ma quanti soldi ci hai speso nell’arredamento, ma quanto tempo hai perso nell’ideare un locale “diverso”, un po’ fru fru. Ma chi vuoi pigliare per i fondelli?
Cambia mestiere ragazzo mio! O magari cambia rotta, così, in questo modo, il panettone non lo mangi, e forse nemmeno la colomba.
Nota, non ti portano nulla al tavolo, quando è pronto ti chiamano: “è proooonto”, come ci si trovasse in stalla, con tutto il rispetto per chi in stalla ci lavora, molti dei nostri alimenti hanno origine dalla stalla.
Pensavo di passare dal Panificio Bertolotti, qui al paesello, spendere cinque Eurini di pane fresco (tre/quattro varietà senza perderci la testa – nella foto ad esempio il bocconcino al latte) e al mattino, quando tutti sono a nanna, appenderglielo alla maniglia del locale con un biglietto, scritto a mano:
comincia a farcire questi di panini, vendi un po’ di acciaio e comprati due tavolini di truciolare all’Ikea, solo i coglioni guardano al come arredi e non pensano al ciò che gli fai mangiare. E’ un consiglio, fidati.
P.S.: Se ne hai bisogno un paio di salami bresciani te li porto io, a mie spese.
Poi uscendo, dopo aver pagato dieci Euro per due boiate e due mezze di acqua naturale, vedo una delle due vetrine completamente ricoperta da uno striscione che recita: “Soli dieci Euro e bevi vino e birra fin che puoi“.
I salami me li tengo io.
Involtini di pollo, fagiolini e scamorza
Una ricetta semplice e veloce per un pasto divertente e appetitoso. L’ho provata qualche volta, giusto per aggiustarne un po’ il gusto secondo nostre abitudini e oggi ho invitato i parenti più stretti per l’assaggio ufficiale. Un piatto economico, leggero, che accompagnato da un buon rosso bresciano risolve in bene il pranzo domenicale (qui una foto più grande).
Ingredienti:
- petto di pollo tagliato a fettine
- fagiolini
- scamorza
- pancetta affumicata
- olio extravergine
- patate
- vino bianco
- sale
- curry
Esecuzione:
stendere le bistecchine di pollo inserendo in ognuna di esse 5/6 fagiolini ed un paio di listarelle di scamorza;
insaporire la fettina farcita e ancora stesa con un misto di sale e curry, successivamente un filo di extravergine;
arrotolare con cura il petto ed avvolgerlo in un paio di fettine di pancetta affumicata (noi prendiamo spesso quella del Maso Tito della val di Fiemme, una prelibatezza) fermandolo con un paio di stuzzicadenti.
Depositare gli involtini e una manciata di patate in una teglia precedentemente bagnata con un filo d’olio.
Infornare per 45/50 minuti a 180 gradi. A metà cottura bagnare con mezzo bicchiere di vino bianco.
Noi, da bresciani doc, li si accompagna con una buona polentina di farina bramata. Ve la consiglio, a qualsiasi latitudine, tropici compresi
.
Buon appetito!
Grazie Crucial
Il 16 dicembre 2010 ho ordinato presso store online di Crucial un paio di banchi da 2GB di ram per il mio iMac. Dopo una decina di giorni ho contattato la società chiedendo informazioni sul mio ordine, dati i problemi successi agli aeroporti europei per l’ondata di maltempo eccezionale. Le memorie infatti non mi erano ancora state consegnate, sentendo amici sulla velocità delle loro spedizioni la cosa mi preoccupava, data anche la concomitanza degli spostamenti di massa in occasione delle vacanze di Natale.
Arrivando ai primi di gennaio 2011 e non avendo ancora ricevuto nulla, ho ricontattato il customer care tramite l’ottimo servizio di chat del loro store.
La gentilissima Carine non l’ha tirata molto per le lunghe, mi ha chiesto il riferimento dell’ordine, si è sincerata del mio indirizzo e mi ha informato che un altro paio di bancate mi sarebbero state spedite via UPS nel più breve tempo possibile, tutto a loro spese.
Tempo due giorni le ram erano montate nel mio iMac.
Grazie Crucial.
Natalie Merchant
Credo che privarsi di esperienze che l’uomo ha fatto per centinaia di anni, come leggere un libro o osservare la natura, sia come autoingannarsi, soprattutto nei confronti dei figli.
Trascinarli sempre di corsa da una parte all’altra o chiuderli in una stanza con i videogiochi, lo considero un abuso al loro spirito creativo, al loro corpo fisico e al loro benessere spirituale.




