Angelo Nembrini, 1973
Nota di edizione a il “lavoro”
1. L’uomo per vivere deve lavorare, ma il sistema di lavoro in cui l’uomo è costretto non è una “vita”.
Ci può essere una industria diversa, ci possono essere macchine diverse, ci può essere un lavoro diverso?
Ci può essere un lavoro che non sia solo “questo lavoro” ma anche una “vita”?
Cosa vuol dire che in ufficio o in fabbrica si va solo a lavorare? Perchè non si può andare in una fabbrica dove si possa anche vivere?
Quando poi si è fuori dal luogo di lavoro, quando si è a casa, le cadenze e i ritmi della produzione, le gerarchie di ufficio, il salario, le malattie professionali e il carrierismo lasciano vivere?
Il lavoro, questo lavoro della società industriale capitalista, ha invaso la vita di ogni uomo e, prima di ogni altro, di chi non trova lavoro, di chi è tenuto fuori, magari come forza di riserva, dalla produzione.
E’ così che una enorme parte della popolazione del mondo, ma diciamo pure una grande parte della popolazione italiana, è costretta a “sognare” di poter fare anche lei “questo lavoro”. Per avere finalmente un posto di lavoro, dalla Sardegna, dalle Calabrie, dal sud di Italia e d’Europa e dal nord dell’Africa si emigra nei sobborghi delle grandi città o addirittura nelle baracche e nei campi di concentramento predisposti dalla grande industria del cosidetto quadrilatero d’oro europeo.
Saturo, Revocato e Saturnino
… L’indomani, introdotti nell’anfiteaatro, Saturo, insieme ai compagni Revocato e Saturnino, presero a minacciare la folla. Poi, giunti che furono al cospetto di Ilariano (il proconsole d’Africa) che presiedeva allo spettacolo, con gesti della mano e cenni del capo gli fecero capire: “tu, mandi al supplizio noi, ma Dio manderà al supplizio te”.
Per quanto trasferito nelle mani di Dio e rinviato all’ultimo giorno, il giudizio di condanna è ineludibile e violento, sanziona l’ingiustizia del mondo.
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Tratto da “Inchiesta sul Cristianesimo” di Corrado Augias e Remo Cacitti.
Frank Zappa e Woodstock
Non c’è molto da capire, Woodstock è stata una straordinaria occasione per migliaia di ragazzi di stare tre notti in tenda con la fidanzata.
Erasmo Da Rotterdam
Sopporto la Chiesa attuale nella speranza di vederla migliorata: nello stesso tempo essa è costretta a sopportare me fino a che diventi migliore.
Sara Magliola – il 25 aprile
Tratto da una bella testimonianza di Sara Magliola. E’ la parte finale di una sua riflessione sul 25 aprile, trovate il post integrale sul suo blog Terra e Nuvole.
…questo sarà il mio 25 Aprile, senza bandiere e manifestazioni, senza parti politiche che si approprino di quel giorno. Solo un ricordo delle mie radici e un profondo orgoglio per quello che mi hanno insegnato. Perchè non c’è differenza nella morte e ogni caduto ha il diritto di essere compianto, ma c’è differenza in come viviamo la vita e nel ricordo di noi che lasciamo a chi ancora vive.
Nicola Sterza
Eravamo lì tutti ad aspettare di essere presentati ai cittadini, la nostra lista, “Vivere Verolavecchia”, la mia prima esperienza politica. Prima che l’evento avesse inizio mi si presenta davanti Nicola, un giovanissimo dei candidati, in mano una scatoletta con dentro dei bigliettini avvolti da un nastrino color argento, me ne porge uno dicendomi: “un pensierino, per augurarci buone cose”…
Vivi ogni giorno da leone
Alla fine di ogni giornata, fai un’analisi dei tuoi sforzi e di cosa hai ottenuto:
magari non tutto è stato un successo, ma sii fiero delle tue cicatrici.
L’essenziale è potersi guardare dentro senza rimpianti, con l’orgoglio di averci provato.
Non fermarti mai davanti a un ostacolo, ma guarda dritto in faccia il tuo domani.
Viviogni giorno da re della foresta.
Sii orgoglioso e fiero di ciò che hai fatto fino ad ora… sogna e vivi le emozioni positive che la vita ci pone.
Grazie per la collaborazione, l’aiuto, il sostegno, l’impegno e la fiducia.
Un grosso in bocca al lupo.
Wired
…se Rolling Stones avesse raccontato la musica nel modo in cui le riviste di pc scrivono della società informatica, sarebbe stato pieno di storie su amplificatori e pedali Wha Wha.
Abramo Lincoln
Quando faccio il bene, mi sento bene. Quando faccio il male, mi sento male. Questa è la mia religione.
Gabriel Garcia Marquez
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
Margherita Dolce Vita
“Perciò io, che sono una bambina in scadenza, penso:
- che i grandi non hanno nulla da insegnarci;
- che sarebbe meglio se noi prendessimo le decisioni;
- che dovrebbero smettere di fare i film dove la giustizia trionfa e farla trionfare subito all’uscita del cinema.
Ebbene sì, sono polemica.”




