Arturo Benedetti Michelangeli

Essere un pianista e un musicista non è una professione. È una filosofia, uno stile di vita che non può basarsi né sulle buone intenzioni né sul talento naturale. Bisogna avere prima di tutto uno spirito di sacrificio inimmaginabile

Tiziano Terzani

Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna parte.
Per questo viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori. È inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di sé.

Sal Paradise

Ragazzi e ragazze hanno rapporti così tristi in America; snobismo vuole che cedano immediatamente al sesso senza adeguate parole preliminari. Non parole di corteggiamento, ma sincera apertura dell’anima, perché la vita è sacra e ogni momento prezioso.

Nathan Zuckerman

Mentre il pubblico rientrava nella sala cominciai, caricaturalmente, a immaginare il morbo fatale che, senza che nessuno lo riconoscesse, era all’opera dentro di noi, dentro ciascuno di noi: a vedere i vasi sanguigni che si occludevano sotto i berretti da baseball, i tumori maligni che crescevano sotto i capelli bianchi con la permanente, gli organi che cedevano, si atrofizzavano, smettevano di funzionare, le centinaia di miliardi di cellule assassine che spingevano di nascosto tutto il pubblico verso l’inverosimile disastro che lo aspettava.

Non riuscivo a trattenermi. Quella fantastica decimazione che è la morte viene a spazzarci via tutti. Orchestra, pubblico, direttore, tecnici, rondini, scriccioli… Pensate alle cifre per la sola Tanglewood tra il momento attuale e l’anno 4000. Poi moltiplicate questo numero per un altro numero infinito.

L’incessante estinzione. Che idea! Quale maniaco l’ha concepita? Eppure, che bella giornata è oggi, un dono del cielo, un giorno ideale cui non manca nulla in un luogo di villeggiatura del Massachusetts che è già di per sé il più innocuo e più bello della terra.

Angelo Nembrini, 1973

Nota di edizione a il “lavoro”

1. L’uomo per vivere deve lavorare, ma il sistema di lavoro in cui l’uomo è costretto non è una “vita”.

Ci può essere una industria diversa, ci possono essere macchine diverse, ci può essere un lavoro diverso?

Ci può essere un lavoro che non sia solo “questo lavoro” ma anche una “vita”?

Cosa vuol dire che in ufficio o in fabbrica si va solo a lavorare? Perchè non si può andare in una fabbrica dove si possa anche vivere?

Quando poi si è fuori dal luogo di lavoro, quando si è a casa, le cadenze e i ritmi della produzione, le gerarchie di ufficio, il salario, le malattie professionali e il carrierismo lasciano vivere?

Il lavoro, questo lavoro della società industriale capitalista, ha invaso la vita di ogni uomo e, prima di ogni altro, di chi non trova lavoro, di chi è tenuto fuori, magari come forza di riserva, dalla produzione.

E’ così che una enorme parte della popolazione del mondo, ma diciamo pure una grande parte della popolazione italiana, è costretta a “sognare” di poter fare anche lei “questo lavoro”. Per avere finalmente un posto di lavoro, dalla Sardegna, dalle Calabrie, dal sud di Italia e d’Europa e dal nord dell’Africa si emigra nei sobborghi delle grandi città o addirittura nelle baracche e nei campi di concentramento predisposti dalla grande industria del cosidetto quadrilatero d’oro europeo.

Saturo, Revocato e Saturnino

… L’indomani, introdotti nell’anfiteaatro, Saturo, insieme ai compagni Revocato e Saturnino, presero a minacciare la folla. Poi, giunti che furono al cospetto di Ilariano (il proconsole d’Africa) che presiedeva allo spettacolo, con gesti della mano e cenni del capo gli fecero capire: “tu, mandi al supplizio noi, ma Dio manderà al supplizio te”.

Per quanto trasferito nelle mani di Dio e rinviato all’ultimo giorno, il giudizio di condanna è ineludibile e violento, sanziona l’ingiustizia del mondo.

***

Tratto da “Inchiesta sul Cristianesimo” di Corrado Augias e Remo Cacitti.

Frank Zappa e Woodstock

Non c’è molto da capire, Woodstock è stata una straordinaria occasione per migliaia di ragazzi di stare tre notti in tenda con la fidanzata.

Erasmo Da Rotterdam

Sopporto la Chiesa attuale nella speranza di vederla migliorata: nello stesso tempo essa è costretta a sopportare me fino a che diventi migliore.

Sara Magliola – il 25 aprile

Tratto da una bella testimonianza di Sara Magliola. E’ la parte finale di una sua riflessione sul 25 aprile, trovate il post integrale sul suo blog Terra e Nuvole.

…questo sarà il mio 25 Aprile, senza bandiere e manifestazioni, senza parti politiche che si approprino di quel giorno. Solo un ricordo delle mie radici e un profondo orgoglio per quello che mi hanno insegnato. Perchè non c’è differenza nella morte e ogni caduto ha il diritto di essere compianto, ma c’è differenza in come viviamo la vita e nel ricordo di noi che lasciamo a chi ancora vive.

Nicola Sterza

Eravamo lì tutti ad aspettare di essere presentati ai cittadini, la nostra lista, “Vivere Verolavecchia”, la mia prima esperienza politica. Prima che l’evento avesse inizio mi si presenta davanti Nicola, un giovanissimo dei candidati, in mano una scatoletta con dentro dei bigliettini avvolti da un nastrino color argento, me ne porge uno dicendomi: “un pensierino, per augurarci buone cose”…

Vivi ogni giorno da leone

Alla fine di ogni giornata, fai un’analisi dei tuoi sforzi e di cosa hai ottenuto:
magari non tutto è stato un successo, ma sii fiero delle tue cicatrici.
L’essenziale è potersi guardare dentro senza rimpianti, con l’orgoglio di averci provato.
Non fermarti mai davanti a un ostacolo, ma guarda dritto in faccia il tuo domani.
Viviogni giorno da re della foresta.
Sii orgoglioso e fiero di ciò che hai fatto fino ad ora… sogna e vivi le emozioni positive che la vita ci pone.

Grazie per la collaborazione, l’aiuto, il sostegno, l’impegno e la fiducia.
Un grosso in bocca al lupo.

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