Foster The People

 

Non so voi, ma a me questo pezzo è proprio piaciuto. Il resto dell’album è fuffa allo stato puro, ma questo (video compreso) l’ho trovato una piccola chicca.

 

 

Only Love Can Break Your Heart

Neil Young - Only Love Can Break Your Heart

 

When you were young
and on your own
How did it feel
to be alone?
I was always thinking
of games that I was playing.
Trying to make
the best of my time.

But only love
can break your heart
Try to be sure
right from the start
Yes only love
can break your heart
What if your world
should fall apart?

I have a friend
I’ve never seen
He hides his head
inside a dream
Someone should call him
and see if he can come out.
Try to lose
the down that he’s found.

But only love
can break your heart
Try to be sure
right from the start
Yes only love
can break your heart
What if your world
should fall apart?

I have a friend
I’ve never seen
He hides his head
inside a dream
Yes, only love
can break your heart
Yes, only love
can break your heart

C’è sempre una prima Fender

Nei primi 80 credo, quando invasato dal rock inglese e d’oltreoceano, mi feci prendere dalla smania di diventare un “chitarrista”, iniziai  a bramare i “grandi” strumenti, quelli che si vedevano in spalla alle star: le Fender con Stratocaster e Telecaster, oppure Gibson con la pluricitata Les Paul, o ancora Rickenbacker per ricordarne uno meno inflazionato.

Ricordo di un concerto di Frank Zappa (famosa la sua Gibson SG Diavoletto) a Parco Redecesio, proprio nei primi ottanta, in cui mi ficcai sotto il palco, ed ogni volta che vedevo Frank guardare verso il pubblico gli urlavo: “Frank! Mi regali una chitarra?”.

Cose di gioventù insomma, probabilmente da italo americano avrà capito qualcosa di ciò che sbraitavo, ma lui era pazzo, non fesso.

Il mio babbo, per la mia prima chitarra mi diede un budget: duecentocartedamille. Era una bella cifra, considerando anche il fatto che sapevo eseguire tre accordi in croce, ma la voglia di avere in mano uno strumento era troppo. Mi portò lui personalmente con la 500 (quella del ploletariato neh..) da Pellizzari a Brescia, un negozietto dalle parti di piazza Arnaldo, piccolissimo, ma ricordo come fosse ieri la gentilezza e la disponibilità dei titolari. Chissà se c’è ancora…

Mi presi una Suzuki e un capotasto Dunlop, che detta così sembra una cosa da MotoGP, effettivamente l’accoppiata “suonava” strana.

Una bella e onesta chitarra, tutt’ora esistente e suonante. Ma vuoi per uno sfizio, vuoi per un innato desiderio di avere tra le mani qualcosa che mi ricordasse i miti più da vicino, mi sono messo alla ricerca sul web trovando molto offerte interessanti: Yamaha, Ibanez, Gibson, Takamine, Cort… mamma mia quanta bella merce :-) .

Da qualche anno le acustiche moderne incorporano i microfoni e l’accordatore, tools che per chi suona veramente e gira per locali possono essere molto molto comodi. Per me, che giro al massimo tra salotto e camera da letto (quando le signore mi “indicano la strada”), andava più che bene una semplice acustica, con corde cassa e nulla più. Nel corso degli anni i tre accordi conosciuti sono diventati sei e non mi chiamano mai per serate nei locali bresciani.

La scelta è caduta quindi su una economica e cinese Fender CD60, probabilmente alla fine dei suoi giorni. Si vede ovviamente che rispetto alla Suzuki manca qualcosa, sono presenti alcuni particolari in crudo PVC (capotasto e ponte) in luogo di materie più nobili usate nella vecchia chitarra, un po’ scarsina anche la finitura del battipenna, di contro la realizzazione complessiva è soddisfacente. Il suono, relativamente al prezzo, è buono, mi soddisfa e probabilmente mi accompagnerà per altri trent’anni. Ho scelto la colorazione Sunburst, mi ricorda per certi versi i motel, la strada, le zone country dei miei idoli.

L’ho trovata in offertissima su DJ’S Tools, un e-commerce che non conoscevo affatto, tre click e ho fatto l’ordine. Sono agili, rispondono a qualsiasi dubbio e la consegna è velocissima.

Harvest – Neil Young

Harvet - Neil Young

Insieme a “Win Lose Or Drawn” (The Allman Brothers Band), “Rock And Roll Animal” (Lou Reed) e “Tale Spinnin” (Weather Report), questo “Harvest” mi fu consegnato da un amico per collaudare il mio primo giradischi, un Augusta BSR 2601.

Avevo 14 anni e detto tra noi, non ci ho capito nulla, mi mancava qualsiasi metro di paragone, alle mie orecchie giungeva un nuovo sound, del tutto imprevisto e inaspettato.

Abituato con i Fratelli La Bionda, Donna Summer e la disco in genere non ne coglievo ne contesto ne sentimento. Eppure è, insieme agli altri tre, un album che ancora oggi ascolto, che mi ha legato a Neil Young (musicalmente parlando) in modo indissolubile.

Dopo qualche periodo di “svezzamento” ho imparato ad amarlo, a godere delle sue sfuriate grunge, a seguirlo nelle dolcissime e tormentate ballate, nelle sue melodie agrodolci, nei suoi Vampire Blues.

Non lo so, ascolto, esploro, rischio con i nuovi talenti, che per certi versi apprezzo, ma quando sento la voce e la chitarra di Neil io mi sento a casa.

The Smashing Pumpkins – Rhinoceros

Planned a show
Trees and balloons
Ice cream snow
See you in June

Could have known
I would reveal
Should have known
I would conceal your way

She knows, she knows, she knows
She knows, she knows, she knows
How’s it
She knows, she knows, she knows

Colors show
After the moon
I should go
See you in June
Your way

Open your eyes
To these must I lie?

One Of These Days

One of these days,
I’m gonna sit down
and write a long letter
To all the good friends I’ve known
And I’m gonna try
And thank them all
for the good times together.
Though so apart we’ve grown.

One of these days,
I’m gonna sit down
and write a long letter
To all the good friends I’ve known
One of these days,
one of these days,
one of these days,
And it won’t be long, it won’t be long.

And I’m gonna thank,
That old country fiddler
And all those rough boys
Who play that rock ‘n’ roll
I never tried to burn any bridges
Though I know I let some good things go.

One of these days,
I’m gonna sit down
and write a long letter
To all the good friends I’ve known
One of these days,
one of these days,
one of these days,
And it won’t be long, it won’t be long.

From down in L.A.
All the way to Nashville,
From New York City
To my Canadian prairie home
My friends are scattered
Like leaves from an old maple.
Some are weak, some are strong.

One of these days,
I’m gonna sit down
and write a long letter
To all the good friends I’ve known
One of these days,
one of these days,
one of these days,
And it won’t be long, it won’t be long.

One of these days,
one of these days,
one of these days,
And it won’t be long, it won’t be long.

Neil Young – Harvest moon

Little Moon

How far little moon
Just a rocket away
Three nights and a day is all
Little moon
Little moon

Like a beacon up high
Won’t ya send down a beam
It all starts with a dream sweetheart
Little moon
Little moon

How tall little flower
Growin’ wild as a weed
It all starts with a seed so small
For us all
Little flower

Way up in the stars
Swirling ‘round tonight
Heaven knows the future’s ours
Way up in the stars

How far little ship
Sailing over the waves
By the light of the Milky Way
How far
Little ship

How far little moon
Peakin’ over the roof
And the chimney tops all red
Little moon
Little moon

Way up in the stars
Swirling ‘round tonight
Heaven knows the future’s ours
Way up in the stars
Way up in the stars
Way up in the stars

Little moon little moon
Little moon little moon

Grant Lee Phillips – Little Moon

The Painter

The painter stood
Before her work
She looked around every where
She saw the pictures and she painted them
She picked the colors from the air

Green to green
Red to red
Yellow to yellow
In the light
Black to black
When the evening comes
Blue to blue
In the night

It’s a long road
Behind me
It’s a long road
Ahead

If you follow every dream
You might get lost
If you follow every dream
You might
Get
Lost.

She towed the line
She held her end up
She did the work of too many
But in the end
She fell down
Before she got up again

I keep my friends eternally
We leave our tracks in the sound
Some of them are with me now
Some of them can’t be found

It’s a long road behind me
And I miss you now

If you follow every dream
You might get lost
If you follow every dream
You might
Get
Lost.

Il lettore “alternativo”

Qualche tempo fa, con l’arrivo dei primi lettori MP3, dell’iPod in particolare storsi il naso, parecchio. Memore di un periodo in cui la musica la si ascoltava solo dal “Thorens” dalla fisicità consolidata e comodi in poltrona alla moda del pensionato, non mi garbava affatto questa sorta di popolarizzazione estrema del messaggio. La portabilità dal gusto poco “professionale” mi infastidiva.

L’idea era quella del dilettantismo diffuso, tutti ascoltavano tutto (odore di spocchia) in qualsiasi posto, decontestualizzando il grado artistico dei molti generi musicali. Mozart in metro, Davis al centro commerciale, i miti della West Coast tra le vie del centro davanti ad uno store di Dolce & Gabbana. Come a voler sottolineare che il “vero intenditore” se la tira un po’ se vogliamo, se ne sta da solo, o a gruppi di pochissimi intimi, seduto in poltrona, con la pipa in bocca e il mezzo bicchiere di Cognac sul tavolino portando allo stato di feticismo album musicali e mezzi con cui fruirne, una bestia rara. Ad essere sincero, questa immagine ce l’ho dentro, sono cresciuto con questa figura stereotipata dell’appassionato di musica, probabilmente cadendo in fallo. Ma anche no.

Bill Evans al Bennet tra le vetrine di Carpisa e Casanova? John Cale mentre si fa il biglietto per il derby milanese?

No, non è questo il metodo, il parametro. Anzi non c’è nessun metodo e nessun parametro, e nessuno da valutare in base a cosa ascolta mentre fa cosa. Tutti continueranno ad ascoltare ciò che più gli aggrada, da Lady Gaga alle sinfonie di Boccherini, dalle architetture di Coltrane a David Guetta, nel posto in cui piace loro farlo e nel momento a loro più consono. Non cambia nulla, iPod o no, mania del melomane impegnato o meno.

Arrivo al dunque. L’iPhone, col suo lettore integrato, suona bene. E non solo in cuffia, ma anche quando collegato ad un impianto stereo dalle buone caratteristiche sonore con un semplicissimo cavo Belkin sfrutta la sua sezione D/A per riversare in un preampificatore il flusso analogico a me tanto caro. Non siamo ovviamente a livelli di macchine di svariate migliaia di euro, ma per un ascoltatore medio quale mi ritengo fa assolutamente il suo dovere in modo più che dignitoso. Oltre ad essere in grado di eseguire egregiamente decine di altri compiti lontanissimi dalla cultura musicale. Aspetto quest’ultimo da non sottovalutare, ciò che di primo acchito potrebbe sembrare un prezzo di acquisto proibitivo e riservato a pochi, si rivela dopo un attenta valutazione una cifra tutto sommato adeguata a quanto offre l’oggetto se messo nelle condizioni di “esprimersi” al meglio.

Il feel inoltre è molto buono, lo sfogliare gli album “virtuali” sul piccolo schermo touch non ha sicuramente l’impatto che può avere il prenderli in mano uno per uno dalla propria discoteca, ma mi piace, i pezzi partono passandogli sopra un dito, quasi accarezzandoli (riviene fuori l’idea feticista). Lontano anni luce dall’odore delle copertine degli album citate nel post precedente (un pò di sana autoreferenziazione), distaccato e freddo in qualche misura, ma comodo e pratico come non avrei mai immaginato.

Lo ritengo una buona idea, schiavitù del marchio a parte, e lungi da me il pensiero di essere “i più fichi” perché si possiedono oggetti con la mela morsicata, dietro.

Un difetto? L’acquistare musica in questo modo può prendere la mano, per uno come me potrebbe essere la slot machine ante litteram.

De Gregori – Tempo Reale

Paese di terra terra di cani
Paese di terra e di polvere
Paese di pecore e pescecani
E fuoco sotto la cenere
Dentro le stanze del Potere l’Autorità
va a tavola con l’anarchia
Mentre il ritratto della Verità si sta squagliando
e la vernice va via
E il Pubblico spera che tutto ritorni com’era
che sia solo un fatto di tecnologia
E sotto gli occhi della Fraternità
la Libertà con un chiodo tortura la Democrazia.

Paese di terra terra di fumo
paese di figli di donne di strada
E dove se rubi non muore nessuno
E dove il crimine paga

C’è un segno di gesso per terra
e la gente che sta a guardare
Qualcuno che accusa qualcuno
Però lo ha visto solamente passare
E nessuno ricorda la faccia del boia
è un ricordo spiacevole
E resta soltanto quel segno di gesso per terra
Però non c’è nessun colpevole.

Paese di zucchero, terra di miele
Paese di terra di acqua e di grano
Paese di crescita in tempo reale
E piani urbanistici sotto al vulcano
Paese di ricchi e di esuberi
e tasse pagate dai poveri
E pane che cresce sugli alberi
e macchine in fila nel sole
Paese di banche, di treni di aerei di navi
che esplodono
Ancora in cerca d’autore
Paese di uomini tutti d’un pezzo
Che tutti hanno un prezzo
e niente c’ha valore
.

Paese di terra terra di sale
e valle senza più lacrime
Giardino d’Europa, stella e stivale
Papaveri e vipere e papere
dov’è finita la tua dolcezza famosa tanto tempo fa
E’ chiusa a chiave dentro la tristezza
dei buchi neri delle tue città
Chissà se davvero esisteva una volta o se era una favola
o se tornerà
E però se potessi rinascere ancora
Preferirei non rinascere qua.

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