Only Love Can Break Your Heart

Neil Young - Only Love Can Break Your Heart

 

When you were young
and on your own
How did it feel
to be alone?
I was always thinking
of games that I was playing.
Trying to make
the best of my time.

But only love
can break your heart
Try to be sure
right from the start
Yes only love
can break your heart
What if your world
should fall apart?

I have a friend
I’ve never seen
He hides his head
inside a dream
Someone should call him
and see if he can come out.
Try to lose
the down that he’s found.

But only love
can break your heart
Try to be sure
right from the start
Yes only love
can break your heart
What if your world
should fall apart?

I have a friend
I’ve never seen
He hides his head
inside a dream
Yes, only love
can break your heart
Yes, only love
can break your heart

One Of These Days

One of these days,
I’m gonna sit down
and write a long letter
To all the good friends I’ve known
And I’m gonna try
And thank them all
for the good times together.
Though so apart we’ve grown.

One of these days,
I’m gonna sit down
and write a long letter
To all the good friends I’ve known
One of these days,
one of these days,
one of these days,
And it won’t be long, it won’t be long.

And I’m gonna thank,
That old country fiddler
And all those rough boys
Who play that rock ‘n’ roll
I never tried to burn any bridges
Though I know I let some good things go.

One of these days,
I’m gonna sit down
and write a long letter
To all the good friends I’ve known
One of these days,
one of these days,
one of these days,
And it won’t be long, it won’t be long.

From down in L.A.
All the way to Nashville,
From New York City
To my Canadian prairie home
My friends are scattered
Like leaves from an old maple.
Some are weak, some are strong.

One of these days,
I’m gonna sit down
and write a long letter
To all the good friends I’ve known
One of these days,
one of these days,
one of these days,
And it won’t be long, it won’t be long.

One of these days,
one of these days,
one of these days,
And it won’t be long, it won’t be long.

Neil Young – Harvest moon

The Painter

The painter stood
Before her work
She looked around every where
She saw the pictures and she painted them
She picked the colors from the air

Green to green
Red to red
Yellow to yellow
In the light
Black to black
When the evening comes
Blue to blue
In the night

It’s a long road
Behind me
It’s a long road
Ahead

If you follow every dream
You might get lost
If you follow every dream
You might
Get
Lost.

She towed the line
She held her end up
She did the work of too many
But in the end
She fell down
Before she got up again

I keep my friends eternally
We leave our tracks in the sound
Some of them are with me now
Some of them can’t be found

It’s a long road behind me
And I miss you now

If you follow every dream
You might get lost
If you follow every dream
You might
Get
Lost.

Il lettore “alternativo”

Qualche tempo fa, con l’arrivo dei primi lettori MP3, dell’iPod in particolare storsi il naso, parecchio. Memore di un periodo in cui la musica la si ascoltava solo dal “Thorens” dalla fisicità consolidata e comodi in poltrona alla moda del pensionato, non mi garbava affatto questa sorta di popolarizzazione estrema del messaggio. La portabilità dal gusto poco “professionale” mi infastidiva.

L’idea era quella del dilettantismo diffuso, tutti ascoltavano tutto (odore di spocchia) in qualsiasi posto, decontestualizzando il grado artistico dei molti generi musicali. Mozart in metro, Davis al centro commerciale, i miti della West Coast tra le vie del centro davanti ad uno store di Dolce & Gabbana. Come a voler sottolineare che il “vero intenditore” se la tira un po’ se vogliamo, se ne sta da solo, o a gruppi di pochissimi intimi, seduto in poltrona, con la pipa in bocca e il mezzo bicchiere di Cognac sul tavolino portando allo stato di feticismo album musicali e mezzi con cui fruirne, una bestia rara. Ad essere sincero, questa immagine ce l’ho dentro, sono cresciuto con questa figura stereotipata dell’appassionato di musica, probabilmente cadendo in fallo. Ma anche no.

Bill Evans al Bennet tra le vetrine di Carpisa e Casanova? John Cale mentre si fa il biglietto per il derby milanese?

No, non è questo il metodo, il parametro. Anzi non c’è nessun metodo e nessun parametro, e nessuno da valutare in base a cosa ascolta mentre fa cosa. Tutti continueranno ad ascoltare ciò che più gli aggrada, da Lady Gaga alle sinfonie di Boccherini, dalle architetture di Coltrane a David Guetta, nel posto in cui piace loro farlo e nel momento a loro più consono. Non cambia nulla, iPod o no, mania del melomane impegnato o meno.

Arrivo al dunque. L’iPhone, col suo lettore integrato, suona bene. E non solo in cuffia, ma anche quando collegato ad un impianto stereo dalle buone caratteristiche sonore con un semplicissimo cavo Belkin sfrutta la sua sezione D/A per riversare in un preampificatore il flusso analogico a me tanto caro. Non siamo ovviamente a livelli di macchine di svariate migliaia di euro, ma per un ascoltatore medio quale mi ritengo fa assolutamente il suo dovere in modo più che dignitoso. Oltre ad essere in grado di eseguire egregiamente decine di altri compiti lontanissimi dalla cultura musicale. Aspetto quest’ultimo da non sottovalutare, ciò che di primo acchito potrebbe sembrare un prezzo di acquisto proibitivo e riservato a pochi, si rivela dopo un attenta valutazione una cifra tutto sommato adeguata a quanto offre l’oggetto se messo nelle condizioni di “esprimersi” al meglio.

Il feel inoltre è molto buono, lo sfogliare gli album “virtuali” sul piccolo schermo touch non ha sicuramente l’impatto che può avere il prenderli in mano uno per uno dalla propria discoteca, ma mi piace, i pezzi partono passandogli sopra un dito, quasi accarezzandoli (riviene fuori l’idea feticista). Lontano anni luce dall’odore delle copertine degli album citate nel post precedente (un pò di sana autoreferenziazione), distaccato e freddo in qualche misura, ma comodo e pratico come non avrei mai immaginato.

Lo ritengo una buona idea, schiavitù del marchio a parte, e lungi da me il pensiero di essere “i più fichi” perché si possiedono oggetti con la mela morsicata, dietro.

Un difetto? L’acquistare musica in questo modo può prendere la mano, per uno come me potrebbe essere la slot machine ante litteram.

San Martino

La nebbia a gl’irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,
Nel vespero migrar.